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Strumenti arabi


In tempi remoti, il battito delle mani, lo schioccare delle dita e il canto erano gli unici accompagnamenti musicali della danza.                                                                                    

In seguito nacquero strumenti a percussione seguiti da quelli melodici che si evolsero fino ai nostri giorni.
Inizialmente erano le stesse danzatrici che suonavano strumenti musicali, ma quando questi divennero più complessi fu necessario ricorrere a un gruppo di suonatori.

 Clicca sul nome dello strumento per ascoltarlo

 

Strumenti a corda

 

 Ud – ( Laud , Al Ud, Oud )

  

L'UD é lo strumento più noto ed importante della musica Araba. Di derivazione del più antico strumento Persiano,chiamato "Barbat", lo"Ud" che letteralmente significa legno, assume questo nome quando fu adottato il liuto con la tavola armonica in legno in sostituzione di quella originaria in pergamena. Questo strumento è stato alla base di ogni tipo di composizione e sviluppò per la sua importanza anche una corrente di studio e di pensiero musicale denominata "Scuola degli Udisti".

Lo Ud è costituito da una cassa armonica lignea (piriforme) ed un breve manico con la paletta terminale ricurva ad angolo retto. Il numero delle corde di base è di quattro, ma nel IX secolo fu aggiunta una quinta corda e più tardi ancora apparve il "shashtar", un liuto a sei corde, di cui cinque dopie e la più acuta semplice.

Gli arabi lo definiscono, non senza ragione, il "sultano degli strumenti musicali".

 

 

                                                                                                        Qanun 

Discendente della antica arpa egiziana, il Qanun ha un ruolo importante nella musica araba già dal X secolo.
E’ uno strumento di ottone e legno a forma trapezoidale che possiede 72 corde accordate a gruppi di tre, le modulazioni e i cambi di tono sono dovute a piccole alette di bronzo che si stringono quando si vuole aumentare il suono di una nota. Lo strumento viene poggiato orizzontalmente sulle ginocchia o sul tavolo del musicista che lo suona pizzicando le corde con le dita o con plettri applicati agli indici.

  
  

 Rabab 

Viene utilizzato nella musica popolare in Egitto e, in Iraq, nella musica classica. Strumento composto di un manico largo di legno che termina con due tasselli laterali. La cassa di risonanza è piccola, ricavata dall’armatura del cocco e ricoperta di pelle animale. Dotato di due corde di crine di cavallo accordato in casa, si suona con l’aiuto di un arco.

 

Strumenti a fiato

 

 Mizmar    (in Egitto) o  Zurna (in Turchia)

E’ una specie di oboe tradizionale che possiede 7 fori nella parte frontale e uno nella parte posteriore. Strumento comune nei paesi arabo-islamici, viene utilizzato in tutta la musica folcloristica dell’Egitto. Lo troviamo anche nella musica popolare del Magreb con il nome di “Mizud”.

 

  
  

 Nay 

E’ lo strumento musicale più antico creato dagli Egizi nell’epoca faraonica con il gambo della canna (pianta selvatica che cresce ai margini degli innumerevoli canali che affluiscono al Nilo).
La lunghezza oscilla tra i 37 e gli 80 cm. - minor lunghezza corrisponde a suono più acuto - e ha 7 fori, di cui uno nella parte inferiore.
Il suo timbro poetico si adatta ad effetti melanconici che possono esprimere sia gioia che disperazione.
Fin dai tempi antichi gli arabi hanno utilizzato il flauto per accompagnare recite di poesie.

 

 Arghoul  

Strumento tipico della musica popolare rurale (Sha’abi) d’Egitto, l’arghoul è senza dubbio lo strumento a fiato più antico del panorama musicale dell’Egitto di oggi. Si compone di due canne, legate fra loro o incollate o attaccate con la cera, munite di ancia, delle quali una può produrre una sola nota, e quindi fa da basso continuo, mentre l’altra è provvista di 7 fori che permettono la produzione della melodia. Esistono tre tipi di arghoul: l’«arghoul as-sghir», o arghoul piccolo, il «rorhma» di misura intermedia, e l’«arghoul al-kebir», o arghoul grande.

  

 

Strumenti a percussione

 

  

 Req 

Req significa “delicato”. La cornice circolare in legno è costituita da piattini di metallo e ricoperta su un lato da pelle di capra o di pesce. Il suono di questo strumento a percussione tiene il ritmo nella musica araba, specialmente nelle esecuzioni di brani classici. Conosciuto anche con il nome Tarr.

 

 Duff 

Simile al “req”, il Duff non possiede piattini e ha un diametro tra i 30 e i 50 centimetri. La cornice circolare è ricoperta da un lato con pelle di capra.
Utilizzato nella musica popolare e religiosa, è conosciuto anche con il nome di ADUFE.

 

  

                                                                                          Bendir

Simile al Duff, il Bendir ha la cornice in legno, del diametro generalmente compreso tra 40 e 70 cm; non presenta cembali a differenza del tamburello o del riqq egiziano. Spesso possiede un foro sul lato, dove inserire il polli e per facilitare la presa e il controllo dello strumento. La membrana è di pelle di capra e viene incollata o talvolta inchiodata sulla cornice.

Sotto la pelle sono tese alcune corde di risonanza che danno al tamburo un classico suono "ronzante" e svolgono la stessa funzione della cordiera in un rullante. In origine, queste stringhe sono in budello animale, ma negli stumenti più turistici e commercializzati oggi è largamente diffuso il nylon.

 

 

  
 Darbuka  – (Tabla, tablah)

  

Strumento a percussione utilizzato nella musica classica, popolare e moderna araba.
Anticamente la forma cilindrica veniva fatta di terracotta e sulla bocca superiore veniva tesa pelle di pesce. Attualmente si trova più facilmente in alluminio e plastica perchè più resistente all’umidità. Chiamato anche "iI cuore della musica araba".

                                                                                         Doholla  

 

       Tamburo a calice simile alla darbuka ma di dimensioni maggiori.    

         

       

 

 Zagat – (Zill, Sagat, Kasat o Sajjat)

  

Strumento formato da due paia di piattini metallici, ciascuno di 6 cm. di diametro che si mettono sul dito medio e sul pollice di ciascuna mano e si usano come accompagnamento alla musica. Possiamo trovarlo nel folklore di Turchia ed Egitto) spesso viene usato dalla popolazione Gawazee). 

                                                                                                             Il testo é tratto dal sito di SALUA




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